Produzione musicale: la storia e la sua evoluzione
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La produzione musicale

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Thomas Edison nel 1877 inventò il fonografo cambiando per sempre il corso della storia della musica.

Compositore, Musicista, Produttore o “Creatore” di suoni?

La possibilità di registrare ha portato la musica e soprattutto il suo ascolto ad una dimensione del tutto nuova. Da disciplina esclusivamente “live” si è trasformata in ciò che oggi conosciamo.
L’avvento dei dischi ha portato la musica a una nuova dimensione. Il compositore si ritrova quindi a doversi preoccupare non solo di scrivere e arrangiare musica ma anche di registrarla, produrla e riprodurla.
Per alcuni decenni l’attività live e la produzione viaggiarono sullo stesso binario in quanto si realizzavano dischi registrando il più fedelmente possibile il suono degli strumenti musicali senza altre possibilità. Il produttore si limitava alla sola ripresa delle performance.

È negli anni 40’ che la produzione musicale così come la conosciamo oggi ha preso forma, grazie al genio di Les Paul, formidabile chitarrista che ha inventato il registratore multitraccia, regalando al mondo la possibilità di registrare strumenti diversi in momenti diversi e riascoltare la sovrapposizione degli stessi.

È la rivoluzione della musica

È possibile registrare qualsiasi suono e riprodurlo quando e come si vuole, è possibile ascoltare musica che sarebbe impossibile suonare dal vivo.

Lo studio di registrazione da sola sala di ripresa o poco più diventa “Lo Strumento Musicale” e il produttore diventa “Artista”.

Il più celebre esempio non può che essere George Martin, il produttore dei Beatles, che ha per primo e con risultati rivoluzionari, compreso e messo in atto le potenzialità della produzione musicale.
Da allora ad oggi, la musica registrata viene prodotta, registrata, editata, mixata, masterizzata.

La definitiva consacrazione della produzione musicale avviene probabilmente con l’avvento dell’hiphop. I pionieri del genere Afrika Bambaataa e DJ Grandmaster Flash , componevano musica “dalla musica” registrando frammenti musicali (campioni o samples) tratti da dischi e inserendoli in nuovi arrangiamenti, in una musica dove “non suona nessuno” ma che ascoltiamo tutti.
Oggi non c’è disco che non venga prodotto. Le tecniche di produzione, l’uso di sintetizzatori, campionatori ed effetti abbraccia tutti gli stili musicali, anche quelli più acustici.
Oggi più che mai è possibile, anche con un semplice laptop e un software dedicato, produrre musica anche di ottimo livello.
È tutto molto più facile e diretto.
Nei secoli si sono evolute le tecniche di costruzione degli strumenti musicali e il loro utilizzo, le tecniche di ripresa e produzione, la creazione e la modificazione del suono ma, nonostante questo, gli elementi fondamentali per fare musica non sono mai cambiati: cuore, orecchie e fantasia.