Masterclass Henrik Linder (bassista Dirty Loops) |

Masterclass Henrik Linder (bassista Dirty Loops)

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Masterclass Henrik Linder (bassista Dirty Loops)

MASTERCLASS DI BASSO CON HENRIK LINDER – NAM MILANO
“Tecniche moderne di basso e effettistica”

Il 19 ottobre in Nam Milano un appuntamento imperdibile per tutti i bassisti.
Dalle ore 16.00 non mancate alla Masterclass di Henrik Linder, bassista Svedese dei Dirty Loops.
Dopo essere diventati virali sul web con oltre 19 milioni di visualizzazioni, la band esordisce nel 2014 con l’album “Loopified” collezionando molti elogi da parte della critica mondiale.

Nel 2015 Henrik vince il premio “Young Gun” della prestigiosa rivista Bass Player a San Francisco, California.
Nello stesso anno i Dirty Loops saranno band supporter dei Maroon 5 nel tour Australiano ed Asiatico.

Henrik parlerà delle principali tecniche di basso e di come miscelarle nello stesso brano.
Nel corso della masterclass si approfondirà anche l’utilizzo dell’effettistica con particolare interesse all’utilizzo della loop station per la costruzione di ritmiche dispari.

Nel corso della masterclass Henrik si esibirà live con Massimiliano Salina alla Batteria e Simon Berggren al pianoforte.
A seguire un dibattito aperto sulle tecniche utilizzate e l’utilizzo degli effetti.

Cosa aspetti?
Le iscrizioni sono aperte!
Quota di partecipazione € 35,00

Ino e prenotazioni:
www.nam.it
info@nam.it
02 6698.7197

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HENRIK LINDER
Henrik Linder nasce il 16 marzo del 1985. Musicista svedese, residente a Stoccolma, frequenta la Royal College of Music dove collabora con il pianista e cantante Jonah Nilsson e il batterista Aaron Mellergårdh. Da questo incontro nasce la nota band Dirty Loops.
Dalla pubblicazione del loro primo album, Loopified, Henrik ha la possibilità di viaggiare in svariati tour al fianco di artisti come David Foster e i Maroon 5.
BIOGRAFIA
PRIMI ANNI
Henrik Linder nasce in Svezia e inizia a suonare il pianoforte all’età di 4 anni.
Crescendo ascolta principalmente la musica preferita dalla sorella maggiore, dal grunge al rock più duro dei Soundgarden, da cui rimane piacevolmente attratto per l’uso dei tempi dispari.
Più tardi, all’età di 13 anni, si dedica a quello che diventerà il suo strumento principale, il basso elettrico. Uno dei suoi primi idoli è Flea, famoso bassista dei Red Hot Chili Peppers.
Successivamente scopre gruppi come i The Brecker Brothers o i Tribal Tech, e inizia a studiare con il bassista Robert Sudin. Alla sola età di 16 anni Henrik è già un musicista attivo e richiesto nella scena musicale di Stoccolma. Terminata le scuole superiori presso Södra Latin, si trasferisce per frequentare i corsi di jazz presso la Royal College of Music. Qui nascono i Dirty Loops.
CARRIERA
Dopo una lunga serie di concerti e partecipazioni a jam session, Henrik, Jonah e Aaron iniziano ad arrangiare e riarmonizzare famose canzoni pop. Nel 2010 i Dirty Loops pubblicano la cover di Just Dance, brano di Lady Gaga, e ottengono oltre 100 mila visualizzazioni e più di 10 mila condivisioni in soli due mesi. Nel 2014 i loro video contano più di 19 milioni di visualizzazioni. Senza attività di marketing la band diventa un fenomeno virale.
Continuando nella produzione dei propri video i Dirty Loops catturano l’attenzione di molte figure nell’industria musicale. Tra questi, ad esempio, il produttore e cantautore Andreas Carlson di Los Angeles, che sigla un accordo di management per la band. Anche il produttore e cantautore David Foster segnala il gruppo alla Verve Records, portando il trio nel suo tour asiatico del 2012.
Lo stesso Foster inizia a fare pressione sui ragazzi, affinché non si limitino alla sola produzione delle cover. Chiede loro di concentrarsi nella scrittura dei propri brani. Così, nel 2014, Loopified diventa l’album ufficiale di debutto, sotto la Verve Records.
Nel novembre del 2014 Henrik ottiene un importante premio, il “Young Gun” della prestigiosa rivista Bass Player a San Francisco, California.
Nel febbraio del 2015 i Dirty Loops sono in tour al fianco dei Marron 5. La prima apparizione è in Australia, a cui seguirà il tour asiatico.
TECNICA E STILE
Henrik è noto per utilizzare varie tecniche nel suo modo di suonare. Suonando principalmente in trio, senza chitarrista, sfrutta ampiamente l’uso di accordi e rivolti per colmare gli spazi. A questo aggiunge diverse tecniche di slap, integrando tutto nell’accompagnamento e nell’improvvisazione. Nello studio si interessa molto all’uso della loop station, cercando di imparare nuovi ritmi e nuove divisioni, spesso in interpretazioni del tempo che non siano necessariamente “lineari”. Inoltre, la ricerca del suo linguaggio deriva dallo studio del repertorio jazz e dalla pratica delle Invenzioni e Sinfonie di Bach.
Henrik è noto anche per il suo suono. Questo non deriva solo dallo studio musicale, ma anche dalla ricerca svolta sul proprio basso Yamaha usato per più di 8 anni. Uno dei pickup, da sempre mal funzionante, lo costringe ad adattarsi per trovare nuovi modi e far sì che le note sembrino sempre incisive.
STRUMENTAZIONE
Henrik suona due bassi Mattison: il primo a sei corde, il secondo a cinque (che preferisce per lo slap). Usa inoltre il suo vecchio Yamaha TRB6P.
Corde utilizzate: Elixr.
Per l’amplificazione utilizza teste EBS TD 660 con cassa EBS Proline 4×10 a sei coni.
Usa i pedali della TC electronic, inclusi: Flashback delay, Hall of Fame Reverb, Corona Chorus, MojoMojo Overdrive, Vortex flanger, e Polytune classic.